Rosanna
Mi chiamo Rosanna , oggi vice presidente associazione A.C.C.A. ma preferisco presentarmi come ex utente, per dare testimonianza che trovando le figure professionali giuste possiamo uscire fuori dai disturbi dell’alimentazione.
Potrebbe sembrare una malattia dell’appetito , ma è un disturbo più profondo che ha bisogno di ascolto, di comunicazione e di comprensione per questo si cura attraverso specifici percorsi che aiutano la persona a capire la causa della propria sofferenza.
Ero stata operata al seno, e con la chemioterapia, sono aumentata ancora più di peso, con tutto quello che questo comporta, nervosismo depressione, mangiavo a tutte le ore alzandomi anche alla notte, il miele lo mangiavo mettendolo sopra tutto quello che mi capitava. Non riuscivo a organizzarmi bene, sia nella gestione della casa che nel lavoro , mi sentivo immersa fino al collo in una esistenza colma di doveri ,impegni e povera di emozioni. Compravo tutti i giornali con le diete, le cominciavo e quando le finivo riprendevo più di quello che avevo perso.
Fu allora che dietro consiglio di mia figlia Cristina mi presentai all’associazione solo li avrei potuto trovare l’aiuto di cui avevo bisogno. Trovai persone che capirono da subito le mie paure: parlare per la prima volta con lo psichiatra, mi metteva piuttosto a disagio, meno pensiero mi dava l’incontro con la psicologa e ancor meno, l’incontro con la dietista.
L’accoglienza è fatta da ex utenti che come me alla fine del percorso sono rimaste come volontarie preparate dalle nostre psicologhe dove presentano la sede e danno i primi appuntamenti. Chi meglio di loro possono farlo essendoci già passate. Con entrambi i dottori mi trovai subito a mio agio, in quanto mi accolsero con gran affetto, ed era stupendo parlare dei miei disagi e delle mie preoccupazioni con persone che erano li pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Dai primi colloqui si stabilì per me un percorso di gruppo.
Il 26 novembre 2003 eravamo in 9 a cominciare il nostro cammino. Sono arrivata nel gruppo con una valigia piena di malinconia, piano piano le nostre valige si sono aperte ed ho visto che c’era anche tanta voglia di riscattarsi...
Nella mia valigia c’era del dolce come il miele che mangiavo, dell’amaro come la coscienza della mia malattia ….del salato come le lacrime che ho versato nel periodo della sofferenza di mia figlia per il suo divorzio...del piccante che non ho e vorrei acquisire al posto dell’ insipido che è sempre un po’ la mia vita.
Con le mie compagne ci siamo scoperte e ci siamo aiutate l'un l'altre ognuna con i propri dolori e con le proprie qualità, sorreggendoci unite in questo cammino in salita. Un momento importante di questo viaggio è stato quando siamo riuscite a capirci, a credere nella nostra sincerità, sono orgogliosa di essere appartenuta a questo gruppo …saluto le mie compagne di viaggio, le loro storie che ho ascoltato e vissuto da cui ho imparato ad ascoltare ..a essere più elastica nel giudicare ed a prenderci per mano quando ce n’è il bisogno ...
Dedico questo mio nuovo inizio alla mia famiglia.
Rosanna…..







